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| Sposa |
Unioni di Fatto
Tali "relazioni" sono talmente eterogenee che è difficile identificarle con un modello tipo, possono riassumersi in "convivenze di tipo sessuale" senza aver contratto matrimonio. Tali unioni hanno in comune alcuni principi basilari: il rifiuto - rimando - l'ignorare del matrimonio (o dell'impegno coniugale in genere). L'impegno coniugale è senza dubbio un impegno forte, la coppia si impegna pubblicamente all'assunzione di responsabilità davanti agli altri membri della famiglia e davanti a Dio. Tutta la società beneficia degli aspetti positivi della famiglia fondata sul matrimonio e sarebbe impensabile immaginare un qualcosa di diverso.
I punti cruciali dei due aspetti fondamentali che vanno in direzione opposta (unioni di fatto - matriomonio) sta tutto qui (nel caso di unioni eterosessuali): consapevolezza delle persone e responsabilità di vita.
E' evidente che la società offre molteplici esempi di unioni che escono da tali schemi: unioni omosessuali e altre situazioni complesse; ignorare tali situazioni e relegarle ai margini per non intaccare i principi basilari del concetto di famiglia è errato, inquadrarli giuridicamente e porli sullo stesso piano di un rapporto matrimoniale è altrettanto sbagliato.
Le unioni omosessuali non possono in alcun modo essere inquadrate nell'ambito religioso e per la Chiesa andrebbero viste come "fatti privati" da non rendere pubblici.
La costituzione della famiglia pone dei vincoli forti alla coppia, dei doveri davanti a se stessi, alla società e a Dio, il legislatore garantisce una serie di diritti ai coniugi che hanno assunto tale onere; nel caso di altre unioni "più leggere" che non prevedono il matriomonio alla loro base, è impensabile garantire gli stessi diritti a due persone per il semplice fatto di aver dichiarato la volontà di stare insieme (senza alcun vincolo reale davanti alla società, alle famiglie e a Dio).
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